lunedì 11 marzo 2019

Canzone libera per il Divertimento

Riapro il mio blog dopo due anni di assenza; a vederlo  ben si capisce che persona scostante io sia.
Ritrovo fra le bozze questo pezzo che è datato Mercoledì 19 LUGLIO 2017. Avrei voluto, e forse dovuto, pubblicarlo il giorno stesso in cui lo scrissi, ma non ne avevo il coraggio. Perché mi mancava. Ora il coraggio mi è tornato e sono qui a riaprire i battenti di «Essenza di Peonia» un'altra volta ancora. Questo blog non nasce per dare e avere una continuità: nasce per me e nasce per voi che avete voglia di leggere e farvi una risata.
Mi ricordo di quella bella e fresca sera in cui decisi di scrivere queste parole. Ero seduta in giardino sulla sedia di vimini di casa mia e la testa andava, andava e andava. I pensieri, come sempre, correvano, correvano, correvano.
Ho un programma specifico questa volta: pubblicherò una volta al mese le mie poesie e vediamo fino a quanto riesco ad andare avanti. Per il momento, il tutto comincia così.


Lascio scorrere la musica per queste orecchie
che hanno bisogno delle tue parole fresche
E nuove, insieme al suono, che nel suolo dove sono,
mi trasportano in un cosmo che prima non percorrevo.

E questa testa tosta che molleggia,
la seguono le spalle, siamo proprio in festa
E pure il piede gli va dietro, come in un alfabeto
che è una collana di elementi che si mescola.

E quel mio piede
mi batte il ritmo di questo chiodo fisso che
si insinua nel pensiero per uno stereo nero.

Mi chiedo sempre
quando il fuoco è spento
che cosa lo rinvigorirà.

E poi ci siamo
eccolo là:
un nuovo pezzo,
o concetto
in cui mi rifletto
mi specchio e mi diverto,
mi fletto nel letto
con le cuffie nell'orecchio
mentre mi diletto
a ricercare un senso
a quel battibecco.

La mia non è serietà.

Eppure mi sembra una banalità
affermare che questa rarità
manchi di una sua qualità.

Gioco con gli accenti
gioco con i sensi
e con gli spostamenti
degli elementi costituenti
che fanno riferimenti
ad argomenti e comportamenti
non del tutto esenti da fraintendimenti.

Pausa. Fuochi d'artificio.

Tira su le mani se hai capito per chi faccio il tifo.

Volevo una canzone
Cercavo un'espressione
per trasformare la passione
del mio cuore in parole.

Il mio amico Chiabrera
si è risvegliato sta sera
E mi ha fatto una predica seria.

Ho ucciso la sua rima
di cui avevo stima
Ma non ho trattenuto le risa
Perchè questa cosa del rap mi divertiva.

Ho ringraziato Palazzeschi:
Anche lui faceva di quei giri pazzeschi.
Creava affreschi.
Con le parole, lui creava affreschi.
Affreschi.
Affreschi.
Sempre diversi.
Affreschi diversi con dei versi mai perversi
ma sinceramente onesti.


Diana Gualtiero

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