domenica 20 ottobre 2019

Gemme

Legami le caviglie
e non lasciarmi andare
in quest'aria che mi tien
e mi vuol far volare.
Sii per me il perno e l'ancora
e ti dico: paura
non aver, più di quella
che, sai, in me già c'è.
Gialle gemme cadere
vedo da un alto tiglio
che nel vetro quassù
trionfante si staglia.
E un tal pensiero mi abbaglia:
la mia mente si calma
e ancora si riscalda.
L'agitazione mia
Si, s'acquieta, il pensiero
ordine sì riprende.
Sto male non lo sai?
Ma l'orgoglio diniega.
Non so come la pace
riprende il sopravvento:
Ed è un gran sollievo,
oggi, Dì di tormento.

lunedì 16 settembre 2019

Un caffè con nonna

"La tua casa è stata venduta, nonna. Le possibilità di ritrovarti fra le tue vecchie carte e i tuoi mobili non ci sono più. Scorre veloce il tempo e negli anni cambiano i proprietari delle case; cambia l'arredamento e il nome sui campanelli. Ciò che non cambia è il ricordo che come un'icastica fotografia affiora nella mente conscia e sta fissa lì, dentro ciascuno di noi. Ho velleità artistiche, nonna. Mi improvviso poetessa e oggi scrittrice. Vorrei pubblicare delle mie poesie ed essere apprezzata per questo. Il tema mio fondante è sempre l'Amore, non corrisposto, ovviamente. Sai, ne ho avute di delusioni. Magari da dove sei tu ne hai anche contezza. Allora intanto scrivo e imparo a conoscermi: mi accendo una sigaretta, ora, nonna, e penso. Vedo i tuoi occhi azzurri come il ghiaccio, sorridenti e rassicuranti e mi viene la nostalgia di te."



martedì 10 settembre 2019

Di quel che mi è rimasto

Di quel che mi è rimasto di te,
oramai,
ho un ricordo incastonato
nel mio cuore innamorato.
Per quante volte, cuore mio,
sobbalzerai fra i nervi tuoi,
catturato dal pensiero di quegli occhi
che ti han stretto in una morsa
senza eguali?
Volto argentato intorno a occhi fatali
e pur letali.
Ma dove stai, cuore?
Dove stai per non vedere entrare
un sì fatto predatore!
Difenderti tu non puoi
senza accorgimenti.
Ti fai trovare, ma impreparato
a combattere ti coglie.
E via, parti
in una guerra senza vittoria.
E ti invade così,
incapace, tu,
in una guerra che non saprai
combattere mai.

domenica 14 luglio 2019

I tuoi occhi neri

Mi piacciono i tuoi occhi neri 
Perchè forse, nel guardarli,
Mi sembra che dietro
Ci sia un mondo sconosciuto 
Da scoprire.
Mi sembra di perdermi
Perché, Forse,
Essendo tutto nero
Non riesco a vedere i confini
Fra iride e pupilla.
E allora per cercarli,
Quei confini,
E per capire,
Continuo a guardare.
Hai l'infinito dentro di te,
Hai nascosto il finito
Fra mille veli.
Il nero accoglie e ingloba
Tutti i colori,
E io,
Vorrei essere la luce 
Che lo attraversa 
E lo illumina.

mercoledì 12 giugno 2019

Musica

17/09/2018


Com'è freddo
in questo cuore 
di ghiaccio,
regno illuminato 
da freddi e luminosi 
raggi della luna.
Ella, amara, guarda
da lassù,
la desolazione:
la solitudine del cuore
che eternamente aspetta,
senza speranza,
e si consuma.
Musica che calmi,
musica accompagni
il dolore mio
e lo fai dormire.
Mi dai la pace,
medicina.
Medicina che ti ascolto
e mando giù.



Diana Gualtiero

sabato 11 maggio 2019

A mia madre

In occasione della festa della mamma di domani, dedico un frammento di pensiero alla mia, ringraziandola per essermi vicina sempre. Non è molto, ma per me importantissimo.






"Ho sentito il rumore di fondo
e poi mi hai chiamata.
Se non è questa la fatalità,
Tu che mi hai creata."






Diana Gualtiero

giovedì 11 aprile 2019

A mio padre

Costantemente
ho cercato un percorso
per arrivare fino a qua;
alla valle verde
ricca in fiumi e rigogliosa
che ora luminosa
vedo si apre innanzi a me.
Sento, la sento
la vibrazione dentro me
che mi dice che
anche la chiave
che tengo in mano
è quella giusta
e chi lo sa il perchè.
E' giusta,
gira
e schiude la serratura.

Tu mi hai sempre teso la mano,
mio bendato capitano,
e mi avevi fatto salire
su un onorabile vascello
mostrandomi quali terre avevi fatto tue
di già,
e indicandomi quali ancora
avremmo valicato
fra le onde
che ci sembravano dei cavalli.

Non subito mi accorsi
ma ti sei lasciato andare,
Sei caduto dalla nave
e hai cominciato a sprofondare
nell'infinito freddo abisso
del mare.
Non potevo fare niente:
ti guardavo venir rapito
dalle acque di laggiù,
tratto in basso da sirene carminie
ma esangui
nei secondi di un respiro
che sono stati anni.
Ho aspettato che tornassi
ma non riemergevi più.
Io lo so che ho chiamato il tuo nome
nel sonno mio
profondo e men conscio
fra le orecchie degli estranei.

Tu mi hai sempre teso la mano,
mio bendato capitano,
e mi avevi fatto salire
su un onorabile vascello
mostrandomi quali terre avevi fatto tue
di già,
e indicandomi quali ancora
avremmo valicato
fra le onde
che ci sembravano dei cavalli.

Un'idea ti ossessionava
e non l' avresti abbandonata mai
sinchè non l'avessi vista realizzata
in quel modo da te sempre immaginato.
Altri lo so,
l' avrebbero scambiata
se avessero potuto ricevere ossigeno
e non quell' acqua sì salata.
Per te l'aria mai è stata il vero oro, no.
Sapevi che da qualche parte
avresti trovato davvero
un giorno
il tuo tesoro.
Capisco il significato
di quella tua caparbietà
e mi ricordo bene, ora, perchè
ho sussurrato, sussultando
il tuo nome
nel sonno mio
profondo e men conscio.
Anche tu ti sei risvegliato.

Tu mi hai sempre teso la mano,
mio bendato capitano,
mi avevi fatto salire
su un onorabile vascello
mostrandomi quali terre avevi fatto tue
di già
e indicandomi quali ancora
avremmo valicato
fra le onde
che sempre
ci sembreranno cavalli.




Diana Gualtiero